martedì 22 febbraio 2011

ACCESSO AGLI ATTI: DIRITTO FINTO


In prosecuzione al nostro post del 25 ottobre 2010 dobbiamo purtroppo confermare che per quanto riguarda la trasparenza della p.a. il nostro rimane un paese da quarto mondo. Come confermatoci dal Difensore Civico, per accedere agli atti, in base alla legge 241 del 1990, occorre dimostrare un interesse diretto corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata; ad esempio una ditta appaltatrice ha diritto di accedere agli atti nel caso intenda ricorrere per vie legali nel caso di inadempimenti da parte della p.a. committente. Al singolo cittadino invece non  sono ammesse istanze di accesso agli atti intese ad un controllo generalizzato dell’operato delle p.a.
I principi generali di trasparenza tanto decantati dalla legge Brunetta n° 15 del 2009 “LA TRASPARENZA E’ INTESA COME ACCESSIBILITA’ TOTALE DELLE INFORMAZIONI CONCERNENTI OGNI ASPETTO DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI” si rivelano come al solito carta straccia.
Passiamo ad un esempio pratico. Le acute menti del settore LL.PP. avendo constatato che per poter accedere alla Casa di Riposo occorre rispettare (da parecchi anni ma loro se ne accorgono solamente adesso) una lunga lista di attesa, stanno progettando di costruire una nuova casa di riposo in quel di Valera.   Se invece di costruire negli ultimi anni alcuni miniappartamenti rivelatisi un fallimento, quello spazio fosse stato utilizzato per un serio ampliamento delle capacità ricettive della Gallazzi&Vismara, probabilmente adesso non servirebbe una nuova casa di riposo. Bene, noi cittadini non potremo mai sapere quanti quattrini ha speso la nostra amministrazione negli ultimi anni per ampliare e ristrutturare l’attuale complesso che, nonostante tutto, continua a fare acqua dai tetti.
Sempre a proposito di TRASPARENZA,  gradiremmo sapere se alcuni membri della nostra Giunta sono usciti o meno dalla soglia di povertà denunciata con le dichiarazioni dei redditi del 2005; un benestante (non studente e neppure casalinga a carico) aveva dichiarato zero, un altro 7.736 euro. Apprezziamo il fatto che il PD abbia divulgato le dichiarazioni dei redditi dei suoi consiglieri, non possiamo dire altrettanto per la maggioranza che ha invece  bocciato la promessa che si era lasciata scappare il Sindaco in campagna elettorale.


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