mercoledì 2 marzo 2011

ACQUA E NUCLEARE: PERCHE' NON VOTARE A MAGGIO?

Poco più di un mese fa la Corte Costituzionale ha ammesso i quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell'acqua e contro il nucleare. A questo punto il Governo deve indire le date in cui i cittadini italiani saranno chiamati a votare.  Cittadini e Associazioni si mobilitano per chiedere al governo un’unica tornata elettorale tra elezioni amministrative e referendum “ acqua + nucleare”.

Al momento il governo è inadempiente su tutta la linea non avendo indicato alcuna data, ma ha fatto trapelare la volontà di boicottare il referendum separandolo dal voto amministrativo e spostando la data del voto oltre la metà di giugno. Riteniamo che l'accorpamento sia doveroso  per  garantire la partecipazione democratica a scelte fondamentali per la vita di questo paese e per non far prevalere la strategia del silenzio e dell'astensionismo.
Ci sembrerebbe inoltre ingiustificabile l'aggravio della spesa pubblica: si stima infatti che  sganciare i referendum dalle elezioni amministrative costerebbe alla collettività più di 400 milioni di €.

Al coro di proteste ci uniamo anche noi, Grilliaresini e chiamiamo in causa la nostra amministrazione  per  trasmettere al governo la volontà popolare sull’accorpamento delle elezioni.

3 commenti:

  1. Il governo ha paura del voto degli italiani e vuole buttare via 400 milioni di euro.
    In Islanda intanto è in atto una VERA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA, ma nessuno ne parla: si tratta di una chiara inversione di tendenza anche rispetto alle politiche neoliberiste.
    http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=12564&catid=39&Itemid=68

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  2. ecco gli interventi degli innovatori, dei rivoluzionari, dei modernizzatori .... dei sostenitori dell'Acqua pubblica per tutti (a patto che la gestione e i profitti, siano privati .....) al convegno "Acqua Pubblica , Servizi di qualità" organizzato dal PDL e da Veolia Italia due giorni fa a Roma. RONCHI
    http://www.youtube.com/watch?v=q-SIkMEmqso
    MATTEOLI
    http://www.youtube.com/watch?v=x0o6dnSZnQw
    BRUNETTA prima parte
    http://www.youtube.com/watch?v=T2O9eD5fw7Y
    BRUNETTA seconda parte
    http://www.youtube.com/watch?v=4wuFGaffq4I

    I dirigenti di Veolia/Suez hanno poco da stare tranquilli se hanno come difensori politici questi 3 moschettieri: Matteoli, Brunetta e Ronchi. Fanno meglio a preparare le valigie e tornare oltralpe... a Parigi, se ce li vogliono.
    L.A.

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  3. Per sostenere che i difensori dell'Acqua Pubblica raccontano "balle" il sig. Brunetta dovrebbe utilizzare argomenti civili e motivazioni razionali.
    Ma lui, come tutti quelli che sono al servizio delle grandi Multinazionali, non lo fanno in quanto non possono spiegare come mai:
    1) da quando l'acqua è stata privatizzata i mitici privati che dovevano portare i soldi, hanno investito circa 700 milioni di euro solamente a fronte dei 2,1 miliardi di euro investiti nei 10 anni precedenti dalla tanto vituperata mano pubblica;
    2)non possono spiegare che con l'Acqua Pubblica, dunque con enti di diritto pubblico, i cittadini non pagano le tasse, che invece i privati devono allo Stato e che caricano in tariffa; soldi che dal centro in seguito non ritornano affatto ai Comuni stremati per mancanza di risorse alla faccia del federalismo;
    3) non possono spiegare che, sotto la gestione dei privati, l'inquinamento dell'Acqua è aumentato in modo drammatico in quanto gli azionisti preferiscono mettersi in tasca lauti dividendi piuttosto che fare gli investimenti dovuti, vedi la recente bocciatura della UE degli ennesimi tentativi di avere deroghe sui limiti di legge per gli inquinanti.
    Brunetta si metta il cuore in pace. Indipendentemente dall'esito del Referendum noi non ci fermeremo fino a quando l'Acqua non tornerà nelle mani dei CITTADINI e non dei partiti. A noi non interessano le rendite politiche, economiche e di potere: a noi interessa la nostra vita e quella dei nostri figli. E ci interessa l'ambiente in cui viviamo. Noi siamo acqua e acqua ritorneremo. Ecco perchè per noi cittadini è una questione di vita o di morte. Ecco perchè è fondamentale che ci siano i cittadini a controllare in prima persona in futuro la gestione pubblica dell'acqua: è una questione di democrazia.
    E queste non sono balle.
    Antonio Valassina
    medico, ricercatore Università Cattolica - Roma

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