lunedì 15 luglio 2013

EX-ALFA ROMEO: L'ULTIMA FRONTIERA

Mentre la nuova giunta Palestra cerca di far ripartire la macchina comunale dopo quasi 2 anni di fermo (tra i commissari e i sindaci Fornaro e Ravelli), Arese si prepara ad un "maquillage" senza precedenti, in parte già incominciato con la messa in sicurezza, la manutenzione straordinaria agli impianti e ordinaria alle strutture del CSDA.
Tutta questa valanga di soldi, in tutto oltre 20 milioni di euro tra oneri, costi di costruzione e altri accordi sottoscritti, in parte già versati, in parte anche già spesi oppure che saranno spesi a breve, non sono un regalo per la nostra simpatica città, sono la tangente per una operazione di SPECULAZIONE EDILIZIA da 300 mi di Euro che interessa la Tea, Aglar, Ipercoop e un'altra mezza dozzina di attori.


In cosa consiste? Molto più semplice di quanto si possa credere. 

La Tea costruisce il centro commerciale più grande d'Europa. Non importa se poi è utile, funziona bene, oppure è bello. Non importa. 
Quello che importa è cosa pensa il perito della banca. Se per il perito l'oggetto, costato 100, alla fine della sua realizzazione vale 120, allora la banca è ben felice di erogare prestiti ben garantiti agli attori di cui sopra, che, tolto il loro giusto guadagno, possono ricominciare a massacrare il territorio da qualche altra parte con lo stesso giochino. 
Ma cosa succederebbe se il valore vero dell'oggetto costruito non sia 100, ma 80? Questo succederebbe per esempio in un momento di forte crisi del mercato immobiliare, particolarmente nel terziario e nel commerciale, dovuto ad una eccezionale crisi economica. 

A ben vedere, forse questo caso ci interessa da vicino...
I casi sono due: se la valutazione è vera, l'immobile è stimato 80, l'attore fallisce e la banca si trova un debito. Tzk tzk... pessimo finale! 
Meglio allora se la perizia è, diciamo, un po' "gonfiata", e allora siamo tutti contenti: il costruttore guadagna, la banca eroga i suoi prestiti su un immobile "sicuro" e Arese si rifà il trucco.

Ma è proprio così? E se invece di speculazione in speculazione la bolla si facesse troppo grossa? Non c'è rischio che esploda? E se esplode, ci rimette solo lo speculatore? Siamo sicuri che di fronte ad un crollo generalizzato del mercato immobiliare del 25%, per esempio, non ci rimettiamo anche noi semplici proprietari di casa nostra?
E una perdita di valore di questo tipo, non porterebbe ad altre catastrofi fino a causare il fallimento vero e proprio del sistema Italia?







3 commenti:

  1. Non ho capito questo post.
    Potete spiegare meglio cosa volevate comunicare?
    V.

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  2. Caro V. Non sempre un post vuole dire qualcosa. Potremmo anche solo voler stimolare un dibattito, sapere l'opinione dei nostri lettori, ecc. Comunque in questo caso il messaggio è che la speculazione edilizia è un errore culturale, morale ed ecologico, ma è anche un grosso rischio economico, non solo per gli operatori del settore, ma per tutti! Che ne pensi?
    MR

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  3. Gandalf il grigio: sai che sono sicuro che, da Expo 2015 al Centro Commerciale Il Pavone, si tratta solo di fottuta speculazione edilizia e spero che ne nascano due tragici fallimenti.

    Il vero problema è che la vostra ipotesi di crollo del mercato del 25% del valore delle case è già realtà e lo vediamo da tutte gli immobili vuoti nuovi che vengono costruiti per poter riciclare denaro e perché le aziende costruittrici possano dichiarare profitti zero. Ho sentito di richieste per loculi cimiteriali che sono passate da 6000 Eur / m2 a 2300 Eur / m2. Alla faccia del margine. Sappiamo di speculazione su un territorio che Arese ha definito il luogo ideale per costruire case e asili e Bollate ha definito l'inferno sulla terra.

    Ecco per quale motivo non ho capito la comunicazione... pur sperando che crolli su se stessa la speculazione commerciale ed edilizia che - da SEL all'Opus Dei - tutti (i potenti) mette d'accordo, il cittadino comune è già rimasto fermo al palo a leccarsi le ferite. Non è (più) un'ipotesi...

    V.

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