domenica 29 dicembre 2013

USO IMPROPRIO DELLA VIABILITA’ INTERNA (SCONSIGLIATO A PAG 19 DEL PIANO URBANO DELLA MOBILITA’ DEL NOSTRO COMUNE)

Facciamo prosecuzione al nostro post “Viabilità: a che gioco giochiamo?” del 14 novembre nel quale rimarcavamo che persino la dr.ssa Pavone, firmataria di quell’obbrobrio dell’AdP, alla riunione del Collegio di Vigilanza del 25 febbraio era arrivata a sostenere che "è essenziale rivalutare una ipotesi di viabilità che possa indirizzare il traffico al di fuori dei centri abitati di Arese e di Terrazzano".
La provincia avrebbe dovuto cercare di mettere d’accordo i Comuni interessati su “proposte di nuovi tracciati stradali esterni ai centri abitati che rappresentino la soluzione più efficace dal punto di vista del sistema viario sia sovra comunale che locale con particolare riferimento alle tematiche della sicurezza e dell’inquinamento (acustico e atmosferico)”.

Da allora cosa è successo al riguardo?
Partendo dal fatto che il Centro Commerciale più grande d’Europa porterà in circolazione migliaia di auto e veicoli pesanti in più ogni settimana, tutti i Comuni confinanti si sono attivati per indirizzare il traffico fuori dai centri abitati: Bollate con la variante Varesina, Garbagnate con la nuova tangenziale che partendo dal Bricoman passerà ad ovest dell’area Alfa, Rho con la variante alla SP 150 che prevede di aggirare Mazzo e Terrazzano.


La Giunta di Arese invece NON PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE CHE SONO ASSOLUTAMENTE DA EVITARE GLI ATTRAVERSAMENTI della città, pensa di risolvere il problema facendo esattamente l’opposto, presentando un piano di viabilità INTERNA sugli assi nord/sud ed est/ovest per FLUIDIFICARE (leggasi INVOGLIARE) il traffico all’interno di Arese, in nome di una ipotetica maggiore sicurezza!
Ma come è possibile? In campagna elettorale il nostro sindaco recitava nel suo volantino: NO ALLA SUPERSTRADA CHE TAGLIA IN DUE ARESE e nella coalizione si definiva IRRICEVIBILE il piano di viabilità commissionato dal commissario Pavone, che, leggermente modificato, è quello che viene presentato oggi.
NON RIUSCIAMO A CAPIRE come non si rendano conto che si tratta di un problema che potrebbe determinare l’INVIVIBILITA’ della nostra città in termini di inquinamento atmosferico, acustico e di sicurezza.



L’inquinamento oggi è la prima causa ambientale di morte prematura nella Ue, dieci volte superiore agli incidenti stradali ma più subdolo. Già ora la situazione aresina è critica: le soglie di pm10 nell’aria, sic stantibus rebus, vengono superate troppi giorni in un anno. Lo leggiamo nel sito della Provincia: Dati ambientali PM10

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Tenendo conto della mobilitazione dei cittadini in atto, noi pensiamo che la tanto sbandierata democrazia partecipata dovrebbe concretizzarsi su problemi importanti come questo. Il gruppo PASSAPAROLA ha già raccolto numerosissime firme di aresini preoccupati perché ritengono il piano un errore. Perché questa fretta per l’approvazione? Questo è il solito vecchio modo di fare politica che, a dimostrazione del fatto che il potere rende sordi e ciechi, non considera né coinvolge la cittadinanza nelle scelte.
Coinvolgere per presentare un unico piano già deciso è cosa ben diversa!
A questo punto occorre vedere cosa succederà il 9 gennaio in Provincia. Esortiamo l'amministrazione ad approfittare di questa occasione promossa (forse indirettamente) da PASSAPAROLA per scendere con i piedi per terra e attivare soluzioni tese a tutelare la salute dei cittadini.

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