lunedì 16 maggio 2016

La dicotomia del commercio aresino




Dal sito del Comune (leggi QUI) siamo venuti a conoscenza di quello che l’amministrazione ha in mente per cercare di dare un supporto al commercio locale messo in grave crisi dall’apertura del nuovo Centro Commerciale.
Stupisce il fatto che, per conoscere la storia dagli anni 70 ad oggi della gestione del territorio da parte delle varie amministrazioni e del nostro Ufficio Tecnico, abbiano sentito la necessità di commissionare una apposita indagine, del costo di 5.856 euro, alla solita agenzia investigativa PIM (Private Investigators Milan) ma possiamo capire che in fondo l’uomo della strada alla verità nuda e cruda preferisce sentirsi raccontare una storia poco comprensibile in quanto espressa in politichese aulico molto stretto, ma in fondo gradevole là dove un po’ romanzata. 

Scopriamo così ad esempio che:

  • la Varesina e l’autostrada Milano/Laghi hanno tracciato confini ideali ponendosi come barriere fra Arese e i Comuni contermini;
  • questi elementi hanno contribuito nel tempo, insieme al blocco del comparto ex Alfa Romeo a nord, a isolare idealmente la città rispetto all’area gravitazionale in cui si trova, definendo delle logiche di sviluppo condizionate principalmente da questo carattere di introversione e dall’alta accessibilità con Milano e Varese;
  • sopravvive il grazioso centro storico collegato alle periferie tramite un romantico e armonioso sviluppo di strade, stradine e finanche sentieri; 
  • è meglio sorvolare su argomenti ostici quali gli ecomostri sorti recentemente in periferia.

.Tenendo quindi conto che:

L’obiettivo essenziale dello studio è individuare le potenzialità e criticità con particolare riferimento agli spazi urbani delle attività commerciali
Le città contemporanee sono sempre più caratterizzate in modo policentrico attraverso la messa a sistema dei diversi luoghi ognuno dei quali ha una propria caratterizzazione e funzionalità all’interno di una “visione generale”, che evidenzi le polarità, i servizi e le loro relazioni, fissando degli obiettivi e tracci un percorso di realizzazione dei progetti
Il presupposto per ogni progetto, quindi, deve tener conto dell’assunto che ogni spazio vuoto ha pari dignità degli spazi pieni: ogni ritaglio di spazio aperto è un bene prezioso da non sprecare da utilizzare con significato autonomo all’interno di un sistema unico di spazi pubblici e che al tempo stesso non vincoli l’attuazione di un progetto rispetto all’altro.
All’interno del sistema locale di spazi pubblici e della sua riqualificazione, ad esempio, le strade diventano importantissime cerniere. Dove possibile lo spazio dell’infrastruttura viene restituito al pedone e acquisisce nuove funzioni. La strada di quartiere deve diventar luogo di incontro, estensione dello spazio domestico e di socialità a integrazione della funzione commerciale.

i provvedimenti più urgenti detti in parole povere sarebbero:


  • ripudiare l’idea del collegamento col Centro Commerciale tramite navette (incautamente previsto a suo tempo dall’AdP), in quanto indurrebbe gli aresini a fare la spesa presso il Centro stesso;
  • bandi, risultati incomprensibili anche per laureati in scienza della burocrazia, tesi ad invogliare aspiranti suicidi ad aprire nuove attività commerciali (le così dette start up);
  • interventi di abbellimento dei vari minicentri di commercio locale tesi ad attrarre possibili acquirenti (classico intervento di chirurgia estetica sul paziente che sta morendo per fame).


Non siamo riusciti a capire se, nel caso i predetti interventi si dimostrassero insufficienti, verrà dato il via alla costruzione del Vallo Aresino che impedisca agli aresini l’accesso diretto al Centro Commerciale; a pensarci bene non sarebbe una cattiva idea…






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