Area ex-Alfa: sviluppo economico o raddoppio centri commerciali (in crisi?)


In questi giorni ne abbiamo discusso in diversi, poco pubblicizzati dibattiti pre-elettorali. Siccome in politica è più importante quello che non vi dicono anziché quanto si dichiara, noi del M5S vogliamo chiarire alcuni aspetti poco dibattuti, mettendo in fila alcuni punti.

1) Per trasparenza i candidati devono dire se sono favorevoli o non favorevoli alla proposta dell'operatore che prevede il raddoppio di superfici commerciali: si tratta di 80mila metri quadri che passerebbero da un valore produttivo di 800 €/mq a un valore commerciale di 4000 €/ mq grazie all'alzata di mano di una decina di (ignari?) consiglieri comunali.

2) I fondi chiesti al governo Gentiloni, in scadenza, sono perenti= estinti per quello stanziamento e rimessi nel patrimonio dello Stato.

3) L' oggetto di quei fondi erano le aree dismesse da REINDUSTRIALIZZARE, non da convertire a commerciale favorendo una speculazione immobiliare.

4) Per il collegamento Arese- Rho Fiera sono stati stimati 180 milioni, molto distanti dai 53 milioni: né l'operatore né Regione hanno fondi per coprire il gap.

5) Lo sviluppo di un'area di queste dimensioni non può essere garantito da una destinazione prevalentemente commerciale: la grande distribuzione è in crisi per la concorrenza del commercio on-line, quando si spegnerà quel motore si spegnerà anche l'ex-Alfa.

6) Manca la verifica degli impegni occupazionali e l'applicazione delle sanzioni: abbiamo segnalato alla Corte di Conti che, stando agli impegni siglati, mancano oltre 300 posti di lavoro e non sono state applicate le sanzioni per ogni posto di lavoro mancato (245 mila euro cad).

7) A difesa della salute dei cittadini abbiamo promosso, ed è stata accolta, la petizione europea contro il raddoppio di superfici commerciali. In prima battuta la Presidente della commissione ha inviato una lettera in cui chiede di abbandonare il progetto.

8) Noi abbiamo un'altra idea di sviluppo, vogliamo forme di lavoro stabili e qualificate, non speculazioni immobiliari che degradano e sfruttano il territorio, che spremono e gettano la gente con lavori ad ore.
Vogliamo imprese volte all'economia green e circolare, moltiplicatori di posti di lavoro e di ricchezza.

Il governo e il ministero dello sviluppo hanno cambiato aria. 
Anche ad Arese, il 10 giugno CAMBIAMO ARIA 


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